Era il 17/12/1972 quando il Card. Michele Pellegrino, Vescovo di Torino, consacrò questo edificio di culto, progettato dall’Architetto Zaffiri ed eseguito dall’impresa Franco Borini, al costo di £ 134.805.000 in parte coperti da mutuo di £ 100.000.000 , dall’Opera Diocesana e dalla popolazione £ 30.000.000.
A 40 anni di distanza abbiamo pensato di farci un regalo, che desse con la sua visibilità lo stile di questa nostra comunità: l’amore , il servizio, il dono di sé.

Gli spunti per la scelta del tema del bassorilievo affrescato dalla scenografa Antonella Stasolla (Esse) sono molteplici:
La consapevolezza che i veri tesori della Chiesa sono i poveri (oggi sempre in numero crescente) e che servire il povero è servire Cristo.
Il richiamo alla lettera pastorale Camminare insieme che il card. Michele Pellegrino scrisse in quello stesso anno, con uno specifico appello ad una Chiesa povera.

Il riferimento alla biografia del Patrono S. Vincenzo Ferreri, quando lo descrive in punto di morte a Vannes mentre si fa leggere la Passione di nostro Signore. La Passione di Cristo ha proprio inizio con l’Ultima Cena dove il Maestro istituisce l’Eucarestia, descritta dai Sinottici (Mt 26,26-30; Mc 14,22-26; Lc 22,15-20) nei particolari del pane e del vino e da Giovanni 13,1-15 con la scena della lavanda dei piedi.

Contemplando l’icona che è stata evidenziata sulla parete di fondo della chiesa, colpisce subito il tondo, che fa da contenitore: un mappamondo forse, il nostro mondo, la nostra terra su cui Cristo ha riversato tutto l’amore del Padre. Allusione alla necessaria globalizzazione dell’amore, in un mondo dove il tentatitvo di prevaricare e la smania di potere sono asfissianti? Perché non sentirci noi compresi in questo vortice dove il primo è colui che serve e che lava i piedi agli altri? Perché non intraprendere e inaugurare noi un modo di vivere in comunione con gli altri che faccia della nostra esistenza un sacrificio spirituale, gradito a Dio?

Entrando all’interno di quest’opera d’arte, non può sfuggire il fatto che al centro sono le mani di Cristo e i piedi di Pietro e che Cristo in ginocchio si dona a Pietro formando con lui un tutt’uno.
L’atteggiamento stupito e riottoso di Pietro sono lo specchio in cui si riflette il gesto umile di Gesù-servo. Il servizio fraterno di Gesù costituisce l’essenza del memoriale:”Come ho fatto Io fate anche voi. Io vi ho dato l’esempio”.

Questo messaggio lo descrive bene il teologo Vito Mancuso nel libro Io e Dio, Garzanti, a pag 189:
“ Scriveva s. Girolamo:’Il beato Giovanni Evangelista, mentre trascorreva ad Efeso gli ultimi anni della sua esistenza, veniva con fatica portato in braccio in chiesa dai suoi discepoli e non poteva né parlare a lungo, né dire in omelia nient’altro che questo: "Figlioli, amatevi gli uni gli altri!" .Fino a che un giorno i fratelli e i discepoli che erano presenti, annoiati per il fatto di ascoltare sempre le medesime parole, gli chiesero: "Maestro, perché dici sempre questo?". Ed egli rispose con una sentenza degna di Giovanni: "Perché è il comandamento del Signore e, se solo lo si osservasse, basterebbe".

La lavanda dei piedi indica con un’azione simbolica il mistero contenuto nel banchetto eucaristico: la carità. Addentrandoci ancora nella lettura del bassorilievo, appare chiaro l’ambiente del Cenacolo con il tavolo, lo sgabello e…il pane, posto in alto, a destra in simmetria perfetta con il catino in basso, a sinistra dove è immerso un piede di Pietro. Dunque c’è anche il “Fate questo in memoria di me”, cioè il memoriale del sacrificio di Gesù Cristo, che noi celebriamo in ogni Messa.

Noi incontriamo Cristo nel servizio dei fratelli e nello spezzare il pane eucaristico:
Come ho fatto Io fate anche voi
Fate questo in memoria di me

Le due cose sono un tutt’uno, inseparabili. Questa è la Messa.

A riprova di questo, osservando attentamente l’icona si potrà notare come sia nell’ostia che nel catino affiori il volto di Cristo: “Questo è il mio corpo…”
“Qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli,
l’avete fatto a me”.

E come se non bastasse , in quel pane intravediamo tutta la forza del Suo Spirito (la colomba), che dà a chi lo mangia l’energia per un cammino di condivisione (è sufficiente rimettersi i sandali) e…la vita eterna.

Spero che, venendo in chiesa e accostandovi a questo quadro evangelico, possiate interiorizzarne lo spirito e cedere a due belle tentazioni:
1) innamorarvi dell’Eucarestia (adorazione e Messa)
2) servire i fratelli senza pregiudizi.

 

don Beppe

 

 

Le fasi della lavorazione

In ricorrenza dei 40 anni dalla dedicazione della chiesa di Borgo Mercato

Descrizione dell'opera

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Ringraziamenti