Lettera di febbraio 2017

 

Carissimi,
penso di farvi un buon servizio se in questa lettera vi parlerò di d. Lorenzo Milani, il profeta scomodo, noto come il Priore di Barbiana (Fi), di cui ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario di morte.
Negli stessi anni in cui noi studenti sessantottini di Seminario sbirciavamo anche i Pensieri di Mao e i testi di Che Guevara e di Marcuse, leggevamo ghiotti le intuizioni di d. Lorenzo Milani, espresse in Lettera ai cappellani militari, Lettera ai giudici, Lettera a una professoressa, Esperienze pastorali. Alcuni contestando “la casta” entravano in punta di piedi come preti operai nelle fabbriche ponendosi come “gente di confine” tra la Chiesa e il mondo; d. Milani entrava a piedi giunti nell’ordinamento scolastico destabilizzando con la sua personalità un insegnamento ancestrale asettico.
Lui, giovane proveniente da famiglia atea e borghese, convertitosi a vent’anni dopo “ un’abbuffata di una notte sul Vangelo”, diventò implacabile, nella sua coerenza, sia nei confronti dello Stato che della Chiesa, strutture entrambi schierate dalla parte più sicura. La finalità della sua proposta educativa a 360° era pervenire ad una coscienza critica. Ciò comportava – a suo parere – più cultura (scarsa negli operai di S. Donato e tanto più nei contadini montanari di Barbiana). La scuola che proponeva era laica, tanto da meritare l’attenzione e la partecipazione dei comunisti: cosa intollerabile per la Gerarchia fiorentina. Vangelo e Costituzione dovevano confrontarsi. Per lui il Vangelo era orticante, pungente, spada a doppio taglio: soltanto da papa Francesco è stato riabilitato il suo famoso libro ”Esperienze pastorali” critico nei confronti di una “Chiesa contro” e mai “con”. Era sacrosanto per lui che la Chiesa dovesse essere la testimonianza più credibile del regno di Dio su questa terra e non altro. Così si spiega la sua avversione a forme pastorali equivoche, quali “il ricreatorio” (oggi diremmo “oratorio”).
La spiritualità asciutta e profonda di d. Milani si fece passione intensa per la gente e i poveri dove era stato confinato, nella fedeltà ad alcuni assiomi fondamentali:
“Far strada ai poveri senza farsi strada”.
“Servire i poveri e non servirsene”.
“Essere all’altezza dell’ultimo”.
“Chi non sa amare il povero nei suoi errori non lo ama”.
Li ha così amati da scrivere a proposito dei suoi ragazzi nel suo testamento: “Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho la speranza che Lui non sia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto sul suo conto”.
L’uomo dell’”Obbedienza non è più una virtù” fu più ammirato fuori che dentro la Chiesa, per la quale rimase il “disobbediente obbedientissimo”, perché da lui intesa sempre come madre da onorare.
Nella sua “cattedra del nulla”- così amava definire la sua scuola – il tempo scuola era il tempo vita, dove il segreto non consisteva nel metodo, ma nella passione e nell’amore profuso.
“Imparare facendo”. Non si studia per se stessi o per fare quattrini o per fare un’altra classe dirigente, ma per costituire una “massa cosciente” per la quale “uscirne insieme è politica”, diversamente sarebbe avarizia.
Per rendere i suoi ragazzi “cittadini sovrani” bisognava aiutarli a leggere il giornale, i fatti, gli avvenimenti, a partire dall’etimologia delle parole per arrivare alla padronanza e allo studio delle
Lingue; a intuire nuovi modelli di sviluppo, a esercitare correttamente le mansioni sindacali, schierati da una parte, quella solita, i poveri; a unire teoria e pratica (“imparare facendo”); a saper capire e parlare.
Alla sua scuola si doveva ragionare con la testa e non con la pancia. “Il sistema cambia se cambi tu” e poi vivi in modo coerente.
Nessuno potrà dimenticare il motto che ha sostenuto questo cammino a Barbiana, ancora impresso sulle pareti della scuola: I CARE (M’importa, m’interessa, mi sta a cuore). Come vorrei che questa passione scorresse anche oggi nelle vene dei nostri ragazzi e giovani, propensi piuttosto alla delega o all’indifferenza!
A me, che sono stato plagiato nel mio sacerdozio dal vento preconciliare di d. Milani e che ho cercato nella fabbrica come prete operaio i poveri, interessa (I care) quest’anno recarmi a Barbiana pellegrino di un altro giubileo con chi di voi vuole aggregarsi, per rendere onore a questo confratello
maestro di vita e di fede, sepolto nella nuda terra nel piccolo cimitero a fianco alla scuola, sulla cui tomba è inciso semplicemente:

Sacerdote Lorenzo Milani, nato il 23/5/1923
morto il 26/6/1967
PRIORE DI BARBIANA DAL 1954.

Sarà per tutti occasione per una sana boccata d’ossigeno in questi tempi difficili.
Cordialmente


Cordialmente

don Beppe

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Domenica 26 Febbraio 2017

(VIII Domenica del Tempo Ordinario)

 

Prima lettura (Is 49,14-15)

Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.

Salmo responsoriale (Sal 61)

Solo in Dio riposa l’anima mia.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore.


 

Seconda lettura (1Cor 4,1-5)

Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.

Canto al Vangelo (Cf Eb 4,12)

Alleluia, alleluia.

La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Alleluia.

 

 

Vangelo (Mt 6,24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

 

Scarica e leggi lo scritto più importante di san Vincenzo Ferreri...

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Nel suo “Trattato della vita spirituale” (download), scritto della maturità spirituale ed apostolica, indica così i gradi della vita spirituale: disprezzo delle cose terrene, silenzio, purezza di cuore, pace interiore come culmine dell’ascesi mistica. Mezzi per raggiungere la purezza del cuore sono: la negazione di sé, la mortificazione dell’amor proprio, l’umiltà nel sentire di sé davanti a Dio e agli uomini.

 

 

Segnalo questo interessantissimo sito sulla preghiera del cuore (o esicasmo), sui Padri del deserto e sulla meditazione cristiana profonda:

http://www.esicasmo.it

 

Segnalo questo sito che offre una vera e propria biblioteca digitale, con classici della spiritualità scaricabili gratuitamente per essere stampati o letti su tablet o su e-book:

http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Programma di febbraio

Ecco il ricco programma degli appuntamenti previsti per il mese di febbraio (download).

Consiglio pastorale di gennaio

Ecco il verbale del Consiglio Pastorale tenutosi il 17 gennaio (download).

Star bene e amare se stessi per star bene con gli altri e amarli

«Ricomincio da me» è il titolo che meglio rappresenta il cammino che intendiamo percorrere quest'anno insieme ai giovani (tra i 14 e i 22 anni, indicativamente) del gruppo "A Braccia Aperte". Il programma prevede una parte teorica, fondata sulle più moderne teorie di psicanalisi, e una parte pratica, fondata principalmente sulla scoperta e sull'esercizio della mindfulness, definita da Jon Kabat Zinn (fondatore dell’uso clinico moderno della mindfulness) come “il processo di prestare attenzione intenzionalmente e in maniera non giudicante allo scorrere dell’esperienza nel presente momento dopo momento” (download). Gli strumenti che utilizzeremo sono costituiti sia da testi che da supporti online (download). Moderatori: Franca e Marco.

Anniversari di matrimonio

Gli anniversari di matrimonio che ogni anno celebriamo in Comunità sono un’opportunità per interrogarci su come va la famiglia e perché siamo ancora qui insieme.
D’ istinto si risponde: “Abbastanza” o “Normale”, per dire inconsciamente tutto il vuoto interiore di ciascuno e anche la scarsa volontà di comunicare tra individui, quasi a sottintendere “Sono fatti miei….a te che importa?!”. Troppo poco. La presenza di queste coppie, che oggi rinnovano il loro sì, ci sprona ad uscire da questa fase di apatia e a intraprendere la strada dello stupore (download).

La paura di pensare

Hanno omologato il tutto,
l'hanno chiamata unità.
Hanno zittito le coscienze, l’hanno chiamata ubbidienza (download).

Chi era San Vincenzo Ferreri

La sua presenza ovunque, la sua predicazione tagliente e incisiva e la sua testimonianza di uomo di grande fede e preghiera hanno avuto sempre come scopo principale l’annuncio della misericordia di Dio: quel Dio che va temuto per il suo giudizio, ma che sovrabbonda in misericordia (download).

Discorso del Papa sul mondo del lavoro

Discorso del Santo Padre Francesco sul mondo del lavoro in occasione della visita pastorale a Torino (download).

Lettera Enciclica "Laudato si'"

La Lettera Enciclica "Laudato si'" del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, in versione integrale (download).

 

 

 

 

 

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