Lettera di novembre 2017

 

Carissimi,
    ho letteralmente divorato in questi giorni il recente libro dell’editorialista e inviato del ‘Corriere della sera’ Aldo Cazzullo dal titolo Metti via quel cellulare”, Mondadori (€ 17,00). Mi ha attratto il fatto che questo libro sia stato scritto a tre mani: il papà Aldo (“Il telefonino e la rete sono il più grande rincoglionimento della storia dell’umanità”) e i giovani figli Rossana e Francesco (“Il telefonino e la rete sono parte della nostra vita. E sono il nostro futuro”).  Come si può notare siamo agli antipodi: generazioni che s’incontrano e si scontrano su questioni fino a quindici anni fa inimmaginabili. Stiamo parlando di noi. Ogni giorno maneggiamo il cellulare in media 2617 volte, per un totale di 4 ore (dati Dscout). Restare senza batteria o senza campo o senza credito è un incubo collettivo, che si manifesta talora sul volto di uomini e donne dallo sguardo disperato, convinti che in quei pochi minuti di black-out si sia giocata la loro vita.
La nostra droga quotidiana forse è proprio la rete; e ci viene somministrata attraverso il cellulare. E’ stato calcolato che, andando avanti così, si passeranno su Instagram 8 mesi della vita, su Snapchat 1 anno e 2 mesi, su Facebook 1 anno e 7 mesi, su Youtube quasi 2 anni. In futuro il cellulare sarà condensato in un auricolare, o in un chip sottopelle, protesi invisibile del nostro corpo.
La rete è perfetto veicolo del populismo: il 90% del materiale presente in rete è creato dal 10% degli utenti, che naturalmente sono interessati ad un loro profitto.
Internet non è gratis, neppure quando abbiamo il free wi-fi, perché perdiamo il controllo della nostra identità e regaliamo, gratis, informazioni che hanno un loro valore economico: moltiplicate per 1 miliardo e più diventano un tesoro immenso.
I clienti sono gli inserzionisti, il prodotto in vendita siamo noi. C’è una schedatura di massa: la rete sa tutto, controlla tutto, prevede tutto. Stiamo consegnando la nostra vita ad algoritmi che possono essere usati dallo Stato, dalle agenzie di intelligence, dalle aziende private, dagli hacker.
Il cellulare è diventato la ‘scatola nera’ delle nostre vite, come la scatola indistruttibile che registra le ultime voci sui Jet che stanno per precipitare.
Oggi gli artefici della rivoluzione digitale sono considerati benefattori dell’umanità, i padroni della rete sono diventati i padroni delle anime. Google è una religione che si comporta da impresa.
Dunque qualche problema ce l’abbiamo. La socialità è ridotta, la gente è chiusa in se stessa, si parla di meno, perché il tempo che si dedicava a parlare ora lo si passa a chattare.
Sui social ognuno  vede quel che tu appari, pochi sentono quel che tu sei. La vita è un’altra cosa. La vera piaga dell’adolescenza di oggi che frequenta la rete sono, oltre che la conoscenza di una sessualità ridotta  a merce e l’esaltazione del bullismo, i giochi elettronici, che proiettano nel bene o nel male al di fuori di se stessi e rischiano di farne degli alleati. E poi per ogni bambino o ragazzo che non leva gli occhi dal cellulare e dal videogioco, ci sono adulti che a volte neppure si sforzano di parlare con i figli e magari stanno a loro volta curvi sui cellulari, se non sulla plystation.
Dobbiamo però ammettere che la rete, pur avendo i suoi pericoli, rappresenta un nuovo modo di stare insieme. Bisogna trovare il modo di adattarsi a questa rivoluzione, traendone il meglio, senza lasciarsi sopraffare e al punto che le cene in famiglia non sono più le cene in famiglia, le vacanze non sono più vacanze, la vita non è più vita. Non vorremmo costruire un’umanità nuova, cui di umano non resterebbe molto più di nulla. Sarà importante rendere umana la rete, umanizzare le relazioni che passano sul web, piegarle al bene comune, fermare chi le usa per fare violenza sui minori, sulle donne, sui deboli.
La sfida è trovare un equilibrio, ridurre il telefonino al nostro servizio (e non viceversa), reimparare ad assaporare il tempo, ad allenare la memoria, a gestire la noia, a esercitare la fantasia.
E ora mi congedo da voi, carissimi, con le parole dello stesso autore: “Il grido da cui siamo partiti (“Metti via quel cellulare”) è condiviso da tanti genitori e da tanti nonni. Spero che abbiamo dato loro qualche ragione per comprendere perché i figli e i nipoti al cellulare tengano tanto, e anche qualche ragione ai figli e ai nipoti perchè passino un tempo migliore con il padre e la madre e i nonni”. Spero che nessuno che abbia seguito questa conversazione si senta estraneo.

                                       Buon cammino

 

don Beppe

Scarica la lettera in formato Word (download).


 

Domenica 19 Novembre 2017

(XXXIII Domenica del Tempo Ordinario)

 

Prima lettura (Pr 31,10-13.19-20.30-31)

Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani. 
Stende la sua mano alla conocchia
e le sue dita tengono il fuso.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani
e le sue opere la lodino alle porte della città.

Salmo responsoriale (Sal 127)

Beato chi teme il Signore.


Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!

 


 

Seconda lettura (1Ts 5,1-6)

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. 
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. 
Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.

Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)

Alleluia, alleluia.

Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.

Alleluia.

 

 

Vangelo (Mt 25,14-30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”».

 


Scarica e leggi lo scritto più importante di san Vincenzo Ferreri...

sa

 

Nel suo “Trattato della vita spirituale” (download), scritto della maturità spirituale ed apostolica, indica così i gradi della vita spirituale: disprezzo delle cose terrene, silenzio, purezza di cuore, pace interiore come culmine dell’ascesi mistica. Mezzi per raggiungere la purezza del cuore sono: la negazione di sé, la mortificazione dell’amor proprio, l’umiltà nel sentire di sé davanti a Dio e agli uomini.

 

 

Segnalo questo interessantissimo sito sulla preghiera del cuore (o esicasmo), sui Padri del deserto e sulla meditazione cristiana profonda:

http://www.esicasmo.it

 

Segnalo questo sito che offre una vera e propria biblioteca digitale, con classici della spiritualità scaricabili gratuitamente per essere stampati o letti su tablet o su e-book:

http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Consiglio pastorale di giugno

Ecco il verbale del Consiglio Pastorale tenutosi mercoledì 25 ottobre (download).

Anniversari di matrimonio

Per scoprirsi gradualmente, per fare delle scelte dopo un confronto reciproco, per non contraddirsi l’un l’altra nel rapportarsi con l’educazione dei figli, per dare segnali visibili di fusione dei cuori.
Senza correre, ma aspettandosi perché l’altro non prevalga, ma vigili sulla propria impazienza e superficialità.
Non prendendo le scorciatoie, rischiando così di lasciar dietro l’anima, che fatica più del corpo a crescere e maturare (download).

Programma parrocchiale per il mese di novembre

Ecco il ricco programma degli appuntamenti previsti per il mese di novembre (download).

Promemoria annuale

Tutti gli appuntamenti più importanti per la nostra Comunità previsti per quest'anno (download).

Catechismo Elementari e gruppi medie

Ai genitori che scelgono di voler seguire da vicino e accompagnare il cammino di formazione cristiana dei propri figli (download).

Crescere ed educare al distacco

Questo il titolo del minicampo per adulti e gruppi famiglia che si terrà a settembre nei giorni che vanno da venerdì 8 a domenica 10 settembre. Ecco l'invito con il programma (download).

La paura di pensare

Hanno omologato il tutto,
l'hanno chiamata unità.
Hanno zittito le coscienze, l’hanno chiamata ubbidienza (download).

Chi era San Vincenzo Ferreri

La sua presenza ovunque, la sua predicazione tagliente e incisiva e la sua testimonianza di uomo di grande fede e preghiera hanno avuto sempre come scopo principale l’annuncio della misericordia di Dio: quel Dio che va temuto per il suo giudizio, ma che sovrabbonda in misericordia (download).

Discorso del Papa sul mondo del lavoro

Discorso del Santo Padre Francesco sul mondo del lavoro in occasione della visita pastorale a Torino (download).

Lettera Enciclica "Laudato si'"

La Lettera Enciclica "Laudato si'" del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, in versione integrale (download).

 

 

 

 

 

© 2008-2017 Parrocchia di San Vincenzo Ferreri.
Tutti i diritti riservati.
Via Juglaris 5

10024 Moncalieri (To)