Lettera di aprile

 

Carissimi,
     c’è un filo rosso che lega Papa Francesco ad alcuni personaggi, presso la cui tomba s’è recato (Primo Mazzolari, Lorenzo Milani) o si recherà ( Tonino Bello, Zeno Saltini, Chiara Lubich) con cui tessere e confermare un nuovo modello di Chiesa. Erano profeti, per lo più protagonisti emarginati del’900, ora riportati al loro giusto riconoscimento.

Tra questi  d. Tonino Bello rappresenta un unicum. Ve ne voglio parlare.
Vescovo del Sud, a Molfetta - Terlizzi, d. Tonino s’è immerso tra la sua gente, prendendo le distanze dal potere, anticipando la “Chiesa in uscita” di Papa Francesco, preoccupata di condividere il dolore, il cammino, il destino del proprio tempo e dei poveri.
Questo è stato il suo progetto pastorale: “Insieme, alla sequela di Cristo, al passo degli ultimi”. Di qui l’odore delle pecore, distintivo di questo Vescovo del Meridione d’Italia.
L’anello episcopale fu per lui il simbolo fedele del suo sposalizio con la sua gente. Il bastone pastorale fu lo strumento che serviva ad indicare il cammino: “Il buon pastore cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce” (Gv 10,4).
Ambasciatore di pace, presidente della Pax Christi, ha sempre accompagnato i giovani e le persone di buona volontà sulla strada della non violenza, fino a quando, quando, a 57 anni , venticinque anni fa, un brutto male l’ha stroncato mentre era sulla breccia.
Ha sempre iniettato in chi lo seguiva uno struggente desiderio di grandi ideali per i quali valeva la spesa vivere, “sperando contro ogni speranza”.
Tutte le realtà più scomode e attuali come l’emarginazione, la non violenza, la giustizia, le problematiche  dell’egoismo imperante, della povertà palese o nascosta sono state da lui  vissute con radicalità evangelica.

Voglio lasciarvi alcune “schegge” dei suoi pensieri, vere perle o pillole per mantenerci fedeli  a Dio
e alla storia:
Dobbiamo abbandonare i segni del potere, per conservare il potere dei segni”.
“La stola e il grembiule sono per la Chiesa come l’altezza e la larghezza di un unico panno di servizio: il servizio reso a Dio e quello offerto al prossimo”.
“La Chiesa, se vuole essere segno ed epifania di Cristo, deve scegliere la strada dello svuotamento e della povertà”.
“Basilica minore è quella fatta di pietre; basilica maggiore  sono io, sei tu, è questo bambino, è questo vecchietto”.
“Amiamo i poveri, snidiamoli dai loro nascondigli dove si sono nascosti per pudore, facciamone l’inventario così come facciamo l’inventario degli oggetti preziosi delle nostre chiese”.
“Mi è sempre piaciuto introdurre nel grande episcopio di Molfetta i diseredati, i senza casa, i poveri: è stato un modo per pormi più in sintonia con il mio ministero… Il tesoro sono i poveri”.
“Non m’interessa sapere chi sia Dio. Mi basta sapere da che parte sta: dalla parte degli ultimi sempre”.
“Il Signore un giorno non dirà: ‘Ero senza chiesa e mi avete costruito la chiesa’, ma : ‘Ero senza casa e mi avete costruito la casa’.
“Per il Vangelo ciò che bisogna cercare sta sempre alla periferia”.
“Dalla lavanda dei piedi dobbiamo recuperare il valore della reciprocità, che è l’insegnamento più forte nascosto in quel gesto di Gesù”.
“Il servizio a ore sa di mercificazione”.
“Aprirsi alla mondialità significa educarsi alla convivialità delle differenze”.

“Nello sperimentare la comunione con la gente non abbiate paura delle ‘censure di orizzontalismo’. Chi vuol salire sul Calvario alla sequela di Cristo non teme di ‘stendersi orizzontale sulla croce”.
“Io amo un crocifisso, che ho visto nel duomo di Molfetta. Era in sacrestia. Vicino, una scritta : ‘Collocazione provvisoria’. Credo che questo sia il senso della nostra vita e della nostra morte, in attesa della risurrezione”.
“Bellissimo. Sentircelo al centro, Gesù. Lui confitto su un versante della croce e noi confitti  sull’altro versante della croce, sul retro”.
“Mangiatoia e croce mi appaiono come scafo e antenna di un’unica nave destinate a dragare  tutte le mine di dolore  galleggianti sul mare della vita”.
“Gli uomini sono angeli con un’ala soltanto.: possono volare solo rimanendo abbracciati”.
“Le parole della Chiesa  siano trasparenza e non diaframma”.
“La domenica indica quale traiettoria dobbiamo dare al nostro vivere quotidiano”.
“Se la fede ci fa essere credenti e la speranza ci fa essere credibili, è solo la carità che ci fa essere creduti”.
“Di fronte alla malattia il Vescovo è un comune mortale come tutti…Come la cerva va ai corsi d’acqua, così ’anima mia anela a Te, o Dio. E allora, quando arriviamo ai corsi d’acqua, ci tiriamo indietro?

Anche a te, d. Tonino, va il nostro grazie. L’icona della lavanda dei piedi che campeggia nella nostra chiesa, ci richiami e ci stimoli a realizzare ‘la Chiesa del grembiule’ da te sognata e resa visibile nel tuo generoso ministero.

Cordialmente

don Beppe

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Domenica 19 Maggio 2018

(Domenica di Pentecoste)

 

Prima lettura (At 2,1-11)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». 

Salmo responsoriale (Sal 103)

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.


 

Seconda lettura (Gal 5,16-25)

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Canto al Vangelo ()

Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia, alleluia.

 

 

Vangelo (Gv 15,26-27; 16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Scarica e leggi lo scritto più importante di san Vincenzo Ferreri...

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Nel suo “Trattato della vita spirituale” (download), scritto della maturità spirituale ed apostolica, indica così i gradi della vita spirituale: disprezzo delle cose terrene, silenzio, purezza di cuore, pace interiore come culmine dell’ascesi mistica. Mezzi per raggiungere la purezza del cuore sono: la negazione di sé, la mortificazione dell’amor proprio, l’umiltà nel sentire di sé davanti a Dio e agli uomini.

 

 

Segnalo questo interessantissimo sito sulla preghiera del cuore (o esicasmo), sui Padri del deserto e sulla meditazione cristiana profonda:

http://www.esicasmo.it

 

Segnalo questo sito che offre una vera e propria biblioteca digitale, con classici della spiritualità scaricabili gratuitamente per essere stampati o letti su tablet o su e-book:

http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Estate ragazzi

Anche quest’anno l’Estate Ragazzi è aperta ai bambini di Elementari e ai ragazzi delle Medie da lunedì 11 a venerdì 15 giugno e da lunedì 18 a venerdì 22 giugno (download).

Campi estivi per giovani

La nostra Parrocchia propone i Campi scuola organizzati splendidamente dall’Associazione La Città Sul Monte, presso “Casa x ferie Pio XI” a Crissolo, fraz. Serre (m. 1400), ai piedi del Monviso (download).

Programma parrocchiale per il mese di maggio

Ecco il ricco programma degli appuntamenti previsti per il mese di maggio (download).

Consiglio pastorale di aprile

Ecco il verbale del Consiglio Pastorale tenutosi mercoledì 18 aprile (download).

Itinerario della Via Crucis 2018

Ecco le tappe previste per la Via Crucis di quest'anno (download).

Festa di san Vincenzo Ferreri

Il programma della festa dell'8 aprile, presso l'ex Foro Boario (download).

Programma parrocchiale per il mese di marzo

Ecco il ricco programma degli appuntamenti previsti per il mese di marzo (download).

In memoria di Don Piergiorgio

Un uomo intelligente, preparato, amato da tutti quelli che lo conoscevano, pronto a dare il suo cuore a chi aveva bisogno di aiuto, di conforto, di  pace, che però ha sempre lottato per non cedere mai alla soddisfazione, per non adagiarsi sui suoi successi, per non dimenticare il suo ideale: stare vicino ai poveri fino sentire in se stesso tutta la povertà del mondo, stare vicino a chi soffriva fino a condividerne la sofferenza in sé, pronto a lanciarsi nelle sfide più ardite pur continuando a pretendere da se stesso l’impegno dell’ubbidienza e dell’umiltà (download).

Un saluto a Don Piergiorgio

Don Domenico Monticone ricorda Don Piergiorgio. Don Domenico è stato viceparroco di don PG ai tempi del ministero alla Parrocchia dell’Ascensione di Torino e dal 2007 e fino allo scorso anno parroco alla Pentecoste di Torino con PG, ormai in pensione, come collaboratore (download).

Come aiutare i poveri

Alcuni modi concreti con cui si può aiutare chi fa più fatica e che vanno ad integrare le sempre valide donazioni di beni materiali od economici (download).

Promemoria annuale

Tutti gli appuntamenti più importanti per la nostra Comunità previsti per quest'anno (download).

 

 

 

 

 

 

 

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