Lettera di maggio

 

Carissimi,
                   in questo mese vi trasmetto fedelmente una LETTERA A UNA MIGRANTE,  tratta da  Adista  supp.  del 21 /4/2018 sottotitolata Credere ancora in un mondo senza barriere. E’ stata scritta da Grazia La Mura, teologa, missionaria in Burkina Faso dal 2004 rivolgendosi alla giovane nigeriana incinta e malata di tumore, che, al confine tra Italia e Francia, è stata respinta dalla gendarmeria francese il 9 febbraio scorso ed è morta poi all’Ospedale Sant’Anna di Torino, dopo aver dato alla luce il piccolo Israel.


“Carissima Destinity,
sono giorni che il tuo nome e la tua storia mi girano in testa e nel cuore; sì, nel cuore, perché sento un profondo e sincero affetto per te, soprattutto, per quel fagottino di 7 etti che hai lasciato come traccia in questo mondo. Sai perché ti scrivo? Perché, pur sapendo che là dove sei adesso non hai più bisogno di nulla, neanche delle nostre scuse, sento un profondo e irrefrenabile bisogno di chiederti perdono. Sì, voglio chiederti perdono a nome mio, ma anche a nome di questa umanità dal cuore indurito, questi uomini e queste donne dalla memoria corta che, chiusi ermeticamente nella paura e nella cura del proprio orticello, hanno serrato il cuore alla tua domanda di vita. Anch’io sono un’immigrata: tu nella mia Europa e io nella tua Africa. Nella tua Africa ci vivo da quasi vent’anni, ho la cittadinanza nel Paese in cui vivo, il Burkina Faso, non troppo lontano dal tuo, ho il passaporto e anche la patente burkinabe. Tu, invece, hai avuto un alt, un “si torna indietro”, senza minimamente vedere se ne avevi la forza, ignorando la tua pancia che esplodeva di vita e il tuo respiro che tradiva la tua sofferenza, il tuo dolore, la tua lotta coraggiosa contro la malattia. Sai, sorrido un po’ divertita, ma ti dirò anche infastidita, quando mi chiedono “se mi rispettano là dove sono”: bianca tra neri, cristiana tra mussulmani… Qui spesso attirano la mia attenzione col simpatico appellativo di toubabou (la bianca), a cui segue una rumorosa risata con  il mio immancabile farafin (i neri), concludendo con una risata comunitaria scrosciante.
Comprendo tutti i motivi che ti hanno spinta a partire e lasciare la tua terra, la tua famiglia, i tuoi affetti. Non comprendo invece neanche una di quelle motivazioni espresse per giustificare quella porta immaginaria che ti hanno sbattuto in faccia, quella faccia doppiamente bella perché giovane e perché in grembo custodiva la vita.
Destinity, tutte e due abbiamo creduto e crediamo in un mondo uno, senza barriere e discriminazioni, dove la pacifica convivialità delle differenze rende ancora più bella la variegata gamma umana di questo nostro fantastico mondo, fraterno, accogliente, solidale. Te lo prometto, io continuerò a crederci anche per te! Sei partita forse pensando che sarebbe stato come qui in Africa, perché qui , ancora e spero per sempre, quando c’è un problema o una situazione di bisogno tutti fanno quadrato attorno a chi soffre e insieme si trova la soluzione. Ma lì, purtroppo, non è più così, lì vige “la paura dell’invasione”, la scelta dell’ipocrita “aiutiamoli in casa loro” misconoscendo anni di storia in cui “casa loro” è stata depauperata di tutto e dimenticando che, in ogni caso, le persone si aiutano là dove sono o scelgono di essere come un mondo libero dovrebbe garantire a tutti. La tua storia si incrocia con quella di Beauty. Lo scenario è sempre la montagna, 1800 m di altezza, qui però una guida alpina ha avuto il coraggio di tendere una mano e ora rischia per quel gesto   di solidarietà concreta. Non si può rischiare per aver teso l’orecchio al grido del dolore: Non è possibile!. L’amore deve necessariamente superare luoghi, giorni e tempo. Anche in lei germogliava la vita, anzi zampillava con le doglie del  parto.  Carissima Destinity, dire che “sei nata nella parte sbagliata del mondo” è un’amara realtà che non mi piace… non ci dovrebbero essere “parti giuste” e “parti sbagliate”, eppure è così…il mondo ha due velocità e quello dei poveri arranca con fatica. Spero che il tuo sacrificio  apra i nostri cuori all’accoglienza e al sentimento della fraternità. Ti abbraccio, cara amica, e al tuo piccolo auguro un mondo di bene”.

Cordialmente

don Beppe

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Domenica 24 Giugno 2018

(Natività di san Giovanni battista)

 

Prima lettura (Is 49,1-6)

Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Salmo responsoriale (Sal 138)

Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.


 

Seconda lettura (At 13,22-26)

In quei giorni, [nella sinagoga di Antiochia di Pisìdia,] Paolo diceva: 
«Dio suscitò per i nostri padri Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”.
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele.
Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”.
Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza».

Canto al Vangelo (Lc 1,76)

Alleluia, alleluia.

Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.

Alleluia, alleluia.

 

 

Vangelo (Lc 1,57-66.80)

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.


Scarica e leggi lo scritto più importante di san Vincenzo Ferreri...

sa

 

Nel suo “Trattato della vita spirituale” (download), scritto della maturità spirituale ed apostolica, indica così i gradi della vita spirituale: disprezzo delle cose terrene, silenzio, purezza di cuore, pace interiore come culmine dell’ascesi mistica. Mezzi per raggiungere la purezza del cuore sono: la negazione di sé, la mortificazione dell’amor proprio, l’umiltà nel sentire di sé davanti a Dio e agli uomini.

 

 

Segnalo questo interessantissimo sito sulla preghiera del cuore (o esicasmo), sui Padri del deserto e sulla meditazione cristiana profonda:

http://www.esicasmo.it

 

Segnalo questo sito che offre una vera e propria biblioteca digitale, con classici della spiritualità scaricabili gratuitamente per essere stampati o letti su tablet o su e-book:

http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Consiglio pastorale di maggio

Ecco il verbale del Consiglio Pastorale tenutosi mercoledì 23 maggio (download).

Programma parrocchiale per il mese di giugno

Ecco il ricco programma degli appuntamenti previsti per il mese di giugno (download).

Estate ragazzi

Anche quest’anno l’Estate Ragazzi è aperta ai bambini di Elementari e ai ragazzi delle Medie da lunedì 11 a venerdì 15 giugno e da lunedì 18 a venerdì 22 giugno (download).

Campi estivi per giovani

La nostra Parrocchia propone i Campi scuola organizzati splendidamente dall’Associazione La Città Sul Monte, presso “Casa x ferie Pio XI” a Crissolo, fraz. Serre (m. 1400), ai piedi del Monviso (download).

In memoria di Don Piergiorgio

Un uomo intelligente, preparato, amato da tutti quelli che lo conoscevano, pronto a dare il suo cuore a chi aveva bisogno di aiuto, di conforto, di  pace, che però ha sempre lottato per non cedere mai alla soddisfazione, per non adagiarsi sui suoi successi, per non dimenticare il suo ideale: stare vicino ai poveri fino sentire in se stesso tutta la povertà del mondo, stare vicino a chi soffriva fino a condividerne la sofferenza in sé, pronto a lanciarsi nelle sfide più ardite pur continuando a pretendere da se stesso l’impegno dell’ubbidienza e dell’umiltà (download).

Un saluto a Don Piergiorgio

Don Domenico Monticone ricorda Don Piergiorgio. Don Domenico è stato viceparroco di don PG ai tempi del ministero alla Parrocchia dell’Ascensione di Torino e dal 2007 e fino allo scorso anno parroco alla Pentecoste di Torino con PG, ormai in pensione, come collaboratore (download).

Come aiutare i poveri

Alcuni modi concreti con cui si può aiutare chi fa più fatica e che vanno ad integrare le sempre valide donazioni di beni materiali od economici (download).

Promemoria annuale

Tutti gli appuntamenti più importanti per la nostra Comunità previsti per quest'anno (download).

 

 

 

 

 

 

 

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