Lettera di luglio 2017

 

Carissimi,
                  sta allargando le sue radici in modo devastante il fenomeno dell’azzardo di massa. E’ un culto idolatrico, un cancro sociale, che sta distruggendo milioni di famiglie nel mondo, pari al narcotraffico e alla droga.
L’Italia è il primo Paese in Europa per spese nel gioco di azzardo. Il fatturato del gioco d’azzardo legale nel 2016 è stato nel nostro Paese di 95,9 miliardi di €. Una cifra pari al 4,7% del PIL, più di quanto lo Stato spende per l’istruzione (4%). 27 miliardi di € sono stati inghiottiti dalle slot-machine e 23 miliardi dalle video-lottery.
Si calcola che il 25% degli imprenditori italiani under 35 lavori nel settore dell’azzardo, dove si fanno facilmente i soldi. Se ogni anno decine di miliardi finiscono nella spesa per l’azzardo significa che vengono sottratti ad altri tipi di spese. Ciò riduce fatalmente il profitto delle industrie sane, con tutti gli effetti che questo comporta in termini di posti di lavoro. Non dimentichiamo che l’indotto prodotto dall’azzardo è ridottissimo.
 Il 65% delle persone che fanno regolarmente uso dell’azzardo vive al di sotto della soglia di povertà. Sono i più deboli che si lasciano tentare dall’illusione di improbabili vincite. Nei giorni del ritiro della pensione si registra un picco di giocate. Un anziano su tre gioca regolarmente. Tante persone, anche quelle che frequentano le parrocchie, regalano ai nipoti i Gratta e vinci, senza rendersi conto del rischio di creare dipendenze.

Quali sono le ricadute?

Cosa fare?
Come cattolici abbiamo una grossa responsabilità. Dal momento che la politica in genere  non vuole cambiare ( Il Parlamento è ostaggio delle lobby e se la cava con un’insulsa pubblicità: “Gioca il giusto!”) e le imprese non vogliono rinunciare ai profitti, l’unica possibilità è riposta nei cittadini e in chi sta dalla loro parte.

Sensibilizzare, mobilitarsi, informare.

Il gioco è una cosa bellissima e seria, ma l’azzardo non è un gioco: è una piovra pervasiva.
Il rimedio è adottare una serie di comportamenti virtuosi, cioè esercizi di cittadinanza attiva, forma di obiezione di coscienza, che è un modo di dire che non si vuol essere complici di un sistema perverso.
Quando si entra in un bar o si va all’edicola, se il negoziante vende Gratta e vinci o prodotti del genere, esprimiamo ad alta voce la nostra contrarietà, in modo educato, rinunciando al caffè o evitando di acquistare il giornale.
Vanno promossi e premiati dai Comuni quegli esercizi commerciali che si attivano a togliere le slot machine ( noslot - noazzardo) e vanno stimolati i Comuni a istituire  nel loro territorio un Osservatorio permanente sul gioco d’azzardo patologico e vigilare sulle infiltrazioni mafiose e sul busness.
 I Sindaci hanno molto potere in materia,  possono  fermarne la proliferazione, mettere dei limiti sugli orari, imporre distanze minime da chiese, oratori scuole e centri di aggregazione.
Per intanto,  bene ai SERT e ai Gruppi di mutuo aiuto che stanno già lavorando su tutto il territorio nazionale a favore di coloro che chiedono di uscire dalla schiavitù del gioco e che assistono chi è entrato nel circolo vizioso dell’indebitamento.
Non c’è tempo da perdere …

     A me non resta che salutarvi con

NON V’ AZZARDATE       ma    METTETEVI IN GIOCO !!!

 

Buone vacanze

don Beppe

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Domenica 16 Luglio 2017

(XV Domenica del Tempo Ordinario)

 

Prima lettura (Is 55,10-11)

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Salmo responsoriale (Sal 64)

Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.


Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!


 

Seconda lettura (Rm 8,18-23)

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. 
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Canto al Vangelo (Mt 13,19.23)

Alleluia, alleluia.

Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Alleluia.

 

 

Vangelo (Mt 13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. 
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».


Scarica e leggi lo scritto più importante di san Vincenzo Ferreri...

sa

 

Nel suo “Trattato della vita spirituale” (download), scritto della maturità spirituale ed apostolica, indica così i gradi della vita spirituale: disprezzo delle cose terrene, silenzio, purezza di cuore, pace interiore come culmine dell’ascesi mistica. Mezzi per raggiungere la purezza del cuore sono: la negazione di sé, la mortificazione dell’amor proprio, l’umiltà nel sentire di sé davanti a Dio e agli uomini.

 

 

Segnalo questo interessantissimo sito sulla preghiera del cuore (o esicasmo), sui Padri del deserto e sulla meditazione cristiana profonda:

http://www.esicasmo.it

 

Segnalo questo sito che offre una vera e propria biblioteca digitale, con classici della spiritualità scaricabili gratuitamente per essere stampati o letti su tablet o su e-book:

http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Don Renato Rosso ci scrive

La lettera di don Renato Rosso alla comunità (download).

Consiglio pastorale di giugno

Ecco il verbale del Consiglio Pastorale tenutosi il 21 giugno (download).

Programma parrocchiale per i mesi estivi

Ecco il ricco programma degli appuntamenti previsti per il periodo estivo (download).

Crescere ed educare al distacco

Questo il titolo del minicampo per adulti e gruppi famiglia che si terrà a settembre nei giorni che vanno da venerdì 8 a domenica 10 settembre. Ecco l'invito con il programma (download).

La paura di pensare

Hanno omologato il tutto,
l'hanno chiamata unità.
Hanno zittito le coscienze, l’hanno chiamata ubbidienza (download).

Chi era San Vincenzo Ferreri

La sua presenza ovunque, la sua predicazione tagliente e incisiva e la sua testimonianza di uomo di grande fede e preghiera hanno avuto sempre come scopo principale l’annuncio della misericordia di Dio: quel Dio che va temuto per il suo giudizio, ma che sovrabbonda in misericordia (download).

Discorso del Papa sul mondo del lavoro

Discorso del Santo Padre Francesco sul mondo del lavoro in occasione della visita pastorale a Torino (download).

Lettera Enciclica "Laudato si'"

La Lettera Enciclica "Laudato si'" del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, in versione integrale (download).

 

 

 

 

 

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