Lettera di settembre 2016

 

Carissimi,

                 con la ripresa dell’anno pastorale, dopo la pausa estiva, ci si rimette in movimento. Catechesi , liturgia, carità saranno i tre grandi ambiti in cui saremo coinvolti a lavorare intensamente con un’attenzione particolare alle periferie esistenziali. Si riaprono le iscrizioni ai catechismi, le attività di oratorio. Speriamo che ridiventino più appetibili le nostre celebrazioni domenicali e le proposte di formazione a tutti i livelli. Certamente si dovranno intensificare le energie per l’accoglienza e il Centro di ascolto. A tal proposito avvertiamo tutti con rimpianto la morte quasi improvvisa, pochi mesi or sono,  di Renato Petruccio, pietra miliare nel Centro d’ascolto, per il quale dedicheremo  in questo mese nello stesso Centro a perenne riconoscenza  una targa-ricordo.  
 Interrompo qui la mia lettera per lasciarvi gustare un racconto vero, scritto di getto da Carlo Marino, compagno di viaggio   di Renato e suo grande amico. Chi ha orecchi da intendere intenda…    

                                                        
STORIA DI ROBERTO
Questa che racconto è una specie di favola, che, però, ha dei personaggi veri, anche se ho cambiato i loro nomi, ed i fatti di cui parlo sono veramente accaduti.
Dunque, tutto comincia con il Sig. Roberto, un signore che viveva in questo quartiere e, da poco, era diventato vedovo, perché la sua adorata moglie se ne era andata a causa di una malattia incurabile. Roberto aveva sofferto molto per questa perdita ed era anche un po’ depresso e scoraggiato e, quasi quasi pensava che la sua vita non avesse più senso. Ma, come sovente avviene in questi casi, c’è un angelo che viene inviato dal cielo perché la gente non si perda. Questo Angelo aveva il viso del parroco del posto, Don Camillo, che conosceva Roberto e la sua storia e che gli propose di entrare a far parte di un progetto, gestito da un’associazione, che cercava di aiutare gli altri. Don Camillo gli disse più o meno così : ‘ Caro Roberto, io ho un sistema infallibile perché tu possa sentirti più consolato : consolare gli altri, soprattutto chi soffre come te o più di te.
Roberto, che in fondo era sempre stato generoso e sensibile, non ci pensò su due volte e accettò la proposta del parroco. Fu così che, insieme ad altre persone che facevano parte del progetto, conobbe Corrado. I due si scrutarono a fondo : non si era mai visto qualcuno di più diverso l’uno dall’altro ! Roberto era piuttosto taciturno, riservato, amava i fatti più delle parole, sapeva fare un po’ di tutto ed era un abile organizzatore ; Corrado era un grande chiacchierone ed affabulatore, più espansivo, un po’ intellettuale, ma una frana dal punto di vista pratico e piuttosto disordinato. Forse proprio per queste diversità i due provarono subito simpatia reciproca, perché si integravano bene e li univa la sensibilità verso gli altri. Poiché il progetto prevedeva di aiutare concretamente persone e famiglie del quartiere che erano in difficoltà, Roberto e Corrado si misero ad andarle a visitare dove vivevano. Entrambi giravano con  una cartella, cosicchè, quando suonavano i campanelli, qualcuno li guardava male, scambiandoli per testimoni di Geova o per dei venditori porta a porta. Fu così che conobbero situazioni al limite, persone sole e disperate, ammalati, famiglie che non riuscivano a sfamare i figli. Memorabile quella volta che conobbero una nonna che viveva in un alloggio di edilizia popolare insieme ai suoi quattro nipoti, dai 4 ai 10 anni, senza un solo mobile, eccetto un letto matrimoniale dove dormivano in cinque ! Grazie sempre al solito angelo con il viso di Don Camillo, in quattro e quattr’otto saltò fuori una casa che si doveva sgomberare dai mobili e fu con quelli che si arredò l’alloggio della nonna, tanto che un volta finito, sembrava una reggia. La nipote più piccola non credeva ai propri occhi ed era felicissima perché avevano recuperato anche un lettino tutto per lei.
Ma l’aiuto che si dava non era solo materiale, ma anche psicologico. Sentite cosa successe a Roberto, che un giorno, da una signora che pativa solitudine e depressione anche perché le era morto il suo cagnolino, si sentì chiedere di trovarle un gatto. Non ci risulta che Roberto avesse un allevamento di animali, ma il gatto glielo trovò, bello e vispo e pure la cesta per la cuccia. Siamo convinti che se qualcuno in difficoltà, gli avesse chiesto un koala, avrebbe fatto saltar fuori dal suo cappello magico anche quello.
Il telefono di Roberto squillava in continuazione, tante e diverse erano le richieste di aiuto, ma lui non si tirava mai indietro, si sentiva nuovamente felice, anche se alla sera andava a dormire sfinito. Anzi, sentite ancora cosa fece. Roberto aveva un garage, dove parcheggiava la sua piccola auto e qualche altra cosa, ma ad un certo punto, come per incanto, lo spazio del garage sembrò moltiplicarsi per quattro perché cominciò ad introdurvi mobili di ogni tipo ( letti, divani, armadi comodini, ecc. )che raccattava da varie parti per poi metterli a disposizione di chi ne aveva bisogno. Ma non solo : il suo garage divenne anche un magazzino di generi alimentari, quelli raccolti durante una colletta in parrocchia, che poi venivano distribuiti a chi si rivolgeva per necessità al Centro d’ascolto. Corrado, prendendolo un po’ in giro, gli diceva che il suo garage si era  trasformato in un emporio a cui mancava solo l’insegna !
Ma si sa, gli angeli fanno il doppio gioco e qualcuno spifferò qualcosa al Padre Eterno che, forse, geloso di un altro che gli faceva concorrenza nell’amare i poveri, volle prendere Roberto con sé, con la scusa che il paradiso era più grande del suo garage e ci avrebbe potuto farci stare più roba.
Ora di Roberto ci rimane solo il ricordo ed il rimpianto che ha lasciato in tante persone, ma anche quattro piante di gelsomino che aveva piantato con Corrado qui nei paraggi e che ci fanno capire che, in qualsiasi situazione, la vita può rifiorire, se la si sa donare anche agli altri.

Buona ripresa dell’anno pastorale

Con affetto

d. Beppe

Scarica la lettera in formato Word (download).


 

Domenica 28 agosto 2016

(XXII Domenica del Tempo Ordinario)

 

Prima lettura (Sir 3,19-21.30-31)

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Salmo responsoriale (Sal 67)

Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.

I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.

Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio.


 

Seconda lettura (Eb 12,18-19.22-24)

Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

Canto al Vangelo (Mt 11,29)

Alleluia, alleluia.

Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.

Alleluia.

 

 

Vangelo (Lc 14,1.7-14)

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

 

Scarica e leggi lo scritto più importante di san Vincenzo Ferreri...

sa

 

Nel suo “Trattato della vita spirituale” (download), scritto della maturità spirituale ed apostolica, indica così i gradi della vita spirituale: disprezzo delle cose terrene, silenzio, purezza di cuore, pace interiore come culmine dell’ascesi mistica. Mezzi per raggiungere la purezza del cuore sono: la negazione di sé, la mortificazione dell’amor proprio, l’umiltà nel sentire di sé davanti a Dio e agli uomini.

 

 

Segnalo questo interessantissimo sito sulla preghiera del cuore (o esicasmo), sui Padri del deserto e sulla meditazione cristiana profonda:

http://www.esicasmo.it

 

Segnalo questo sito che offre una vera e propria biblioteca digitale, con classici della spiritualità scaricabili gratuitamente per essere stampati o letti su tablet o su e-book:

http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Catechismo elementari e gruppi medie

Come ogni anno, in questo periodo invitiamo a scrivere o  a riscrivere i vostri figli al catechismo. Non è dato per scontato che intendiate  fare questo primo  passo o  proseguire. La scelta di fede esige motivazioni che vanno continuamente verificate, rinnovate e aggiornate. Questa vostra Comunità parrocchiale di appartenenza spera, in questo modo, di offrirvi una buona opportunità per decidere (download).

Programma settembre

Tutti gli appuntamenti della comunità parrocchiale previste per il mese di settembre (download).

Verbale del Consiglio Pastorale parrocchiale del 29 giugno

Si è tenuto in data mercoledì 29 giugno 2016, alle ore 21, nei locali della Parrocchia di Via Juglaris 5 il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Ecco il verbale (download).

Chi era San Vincenzo Ferreri

La sua presenza ovunque, la sua predicazione tagliente e incisiva e la sua testimonianza di uomo di grande fede e preghiera hanno avuto sempre come scopo principale l’annuncio della misericordia di Dio: quel Dio che va temuto per il suo giudizio, ma che sovrabbonda in misericordia (download).

Discorso del Papa sul mondo del lavoro

Discorso del Santo Padre Francesco sul mondo del lavoro in occasione della visita pastorale a Torino (download).

Lettera Enciclica "Laudato si'"

La Lettera Enciclica "Laudato si'" del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, in versione integrale (download).

 

 

 

 

 

© 2008-2016 Parrocchia di San Vincenzo Ferreri.
Tutti i diritti riservati.
Via Juglaris 5

10024 Moncalieri (To)