Lettera di settembre 2017

 

Carissimi,
                                     il 22/9/2017 ricorre il 10° anniversario del mio ingresso a Parroco in questa Comunità.
 Mi sono inserito volentieri per dare continuità al valido operato di d. PG, dimessosi per motivi di salute. Mi ero proposto, nell’omelia di quella celebrazione, una sorta di discorso programmatico, che sotto riporto testualmente, per sottoporlo ora ad una sincera verifica a me stesso e a tutta la comunità. Ringrazio per la vostra generosa collaborazione e comprensione nei miei confronti e auspico, con l’aiuto del buon Dio, di svolgere fino in fondo in modo coerente e fedele il mio ministero tra voi.
Faccio mio un proverbio brasiliano che suona così:
Se non c’è stato il gusto dei frutti sia rimasta almeno l’ombra delle foglie. Se non c’è stata l’ombra delle foglie sia rimasto il profumo dei fiori. Se non c’è stato il profumo dei fiori sia rimasta almeno l’intenzione del seme”.

 

Carissimi,  come nuovo parroco desidero propormi a questa Comunità con un biglietto da visita non nuovo, ma sempre attuale, che risale alla data della mia Ordinazione sacerdotale (29-6-1970).
Sono le parole del cosidetto “ricordino di Messa”:
“Abbiamo conosciuto l’amore:
Egli ha dato la sua vita per noi.
Anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.” (I Giov 3,16)
Ecco la grazia da invocare con voi: osare il dono della propria vita per amore, senza riserve, per “testimoniare Gesù risorto, speranza del mondo” ( Convegno di Verona 2006 ); per giungere alla conclusione raccomandata da Gesù ai suoi: “Quando avete fatto tutto quel che vi è stato comandato, dite:’Siamo soltanto servitori. Abbiam fatto quel che dovevamo fare’ “ (Lc 17,10). Nella convinzione di S. Paolo: “Tutto posso in Colui che mi dà forza” (Fil 4,14).
   Solo così, in questa disponibilità totale, posso , da lontano e con umiltà, parafrasare S. Agostino: “Con voi sono cristiano, per voi sono parroco”.
Mi è toccato prendere il testimone – mi si permetta il paragone – come Eliseo ha raccolto il mantello di Elia, quando se ne è andato. Successione difficile a d. Pier Giorgio Ferrero, uomo “di poca facciata e di molta sostanza, uno di cui fidarsi”. Ho accolto, previo oculato discernimento e confronto, questa responsabilità, perché ho creduto, in questa fase della mia vita, che il Buon Dio, tramite il Vescovo, mi sollecitasse a voltare pagina, a operare una nuova conversione.
   Mi verrebbe da definirmi “Parroco anomalo”, perchè porto in me il marchio, spero indelebile, di quasi 32 anni di lavoro operaio nel settore del terziario e metalmeccanico  e di attivista sindacale. Su di me si è costituita una sorta di corazza: è lo spessore di una cultura diversa, laica, di un’incarnazione che affonda le sue radici nella lotta quotidiana  per un pane di giustizia, alimentata dal confronto  rigoroso ( e spero coerente ) su problemi vitali ed esistenziali non solo per me , ma per tutti; avvalorata dalla spinta interiore del Concilio Vat. II:” Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.” (Gaud. et spes,1).
E quanto fragile diventava questa mia pelle del manovale quando ho dovuto toccare con mano e sperimentare in prima persona il licenziamento, la disoccupazione, il precariato, la flessibilità selvaggia…in sostanza la parabola discendente della classe operaia!
   Ora, mentre vi chiedo di aiutarmi a fare il Parroco, vi supplico di farmi suonare la sveglia, se, in un futuro incauto, avessi qualche cedimento od oblio su questo passato di spessore evangelico.
E’ mia intenzione, come mi è richiesto, trasferire anche questo bagaglio di vita, in questo territorio, in questa porzione di Chiesa, che è questa Parrocchia, memore di quanto diceva il compianto Sirio Politi di Viareggio, decano dei Preti operai italiani: “ Chi lotta e soffre  su una zolla di terra, lotta e soffre per tutta la terra”.
Dire “parrocchia” è tutto un programma. Vuol dire “presenza vicino alle case”. Una presenza di sapienza, di umanità, di consiglio, di fratellanza, di preghiera.
E’ per questo che da oggi io faccio l’ingresso non tanto nella chiesa parrocchiale ( chissà quante volte l’ho già fatto in questi anni !), ma nelle vostre case, nelle vostre famiglie, nel vostro cuore, nei vostri volti. In punta di piedi (un po’inesperto), ma con cuore libero e aperto. Per conoscervi di più, per amarvi di più: piccoli, ragazzi, giovani, fidanzati, singoli, sposi, genitori, conviventi, divorziati, malati, persone in crisi, depresse, senza fissa dimora, immigrati, lontani…
Mi riprometto di essere un amico e un prete, di cui vi potete fidare e a cui ricorrere per confidarvi, trovando la porta aperta.
Parroco nella estensione e comprensione dei tre Borghi: Mercato, S. Maria, Barauda, non concorrenti tra loro, ma complementari. A tal proposito vale il motto: Distinguere per unire.
Vorrei potervi tramandare e testimoniare il gusto di Dio: non il Dio a cui si deve, ma il Dio oggetto di desiderio; aiutarvi a stare dalla parte giusta e buona, come Maria,, la sorella di Lazzaro (Luca 10,38-42), cioè dalla parte dello stupore per quello che il Signore ci regala, senza la dispersione negli assilli e nelle preoccupazioni.
Riprenderò con voi la Parola di Dio – centralità dell’evangelizzazione – per masticarla e ruminarla  in chiesa, nei gruppi, nei movimenti, nelle case, in famiglia , come qui è buona tradizione fare.

 

Esploreremo insieme con fantasia – se la Parrocchia è ‘la fontana del villaggio’ secondo Papa Giovanni XXIII – le metodologie più appropriate, i rivoli o canali per far giungere con abbondanza la Parola di Dio che salva là dove se ne sente il bisogno, ma c’è pigrizia nel ricercare.
Ma sarà anche impegno di tutti noi cristiani permeare di questo lievito ogni realtà di vita, compreso il territorio dove abitiamo, mai da considerare terra di conquista o peggio forza ostile, quanto piuttosto spazio autentico per il Regno di Dio in azione.
   All’interno della nostra Comunità parrocchiale dovremo adoperarci per la realizzazione di tre dimensioni:
>   Dimensione vocazionale: è la riscoperta del Battesimo.  La chiamata a far qualcosa non per sdebitarsi con qualcuno, ma per esercitare la grazia di stato: “Non possiamo non dire quello che abbiamo visto e udito” (Atti 4,20 ).
Eserciterò bene il mio ministero tra voi se voi ci siete. Non vi considero solo contribuenti o collaboratori o tanto meno degli utenti, ma corresponsabili, come suggerisce sempre il Vescovo, e dei veri amici, aggiungo io. Insieme assolveremo alla sollecitazione di 1 Pietro 3,15-16: “Siate sempre pronti a rispondere a quelli che vi chiedono spiegazioni sulla speranza che avete in voi, ma rispondete con gentilezza e rispetto, con la coscienza pulita”.
Dimensione vocazionale, che non può prescindere dalla domanda personale: “ E se il Signore chiamasse proprio me, fino in fondo per la sua causa?”. Alludo a vocazioni sacerdotali e religiose, frutto sempre di famiglie e comunità generose.
>  Dimensione missionaria: “Andate e fate che tutti diventino miei discepoli(Matteo 28,19). Un’azione verso il mondo , ma con speranza: “Noi portiamo queste cose in vasi di creta…sconvolti, ma non disperati” (2 Cor 4,7-9 ). Senza sottrarci per paura a questa nostra società dei consumi e dell’effimero, ci starà ancora a cuore il Terzo Mondo, interagiremo con gli immigrati,  esercitando la laicità, mantenendo lo spirito di povertà. A 40 anni dalla morte si staglia davanti a noi la figura di d. Lorenzo Milani con il motto che caratterizzava la scuola di Barbiana: “ Far strada ai poveri senza farsi strada” e che scriveva un giorno all’amico don Piero:” Per un prete, quale tragedia  più grossa di questa potrà mai venire? Essere liberi, avere in mano i sacramenti, Camera, Senato, stampa, radio, campanili, pulpiti e scuole, e con tutta questa dovizia di mezzi divini e umani raccogliere il bel frutto di essere derisi dai poveri, odiati dai più deboli, amati dai più forti?”.
E’ missione annunciare che la santità passa per la legalità, che è libertà dal denaro, che è sporcarsi le mani in prima persona nella complessità di questo mondo.
Dimensione missionaria che avvertiremo al punto da emozionarci quando la nostra Comunità parrocchiale  usufruirà  del dono della collaborazione pastorale per almeno due anni di p. Douglas, prete iracheno di Baghdad, testimone vero di una Chiesa perseguitata e fedele al Maestro.
>  Dimensione comunionale: Lasciamoci gestire dall’Eucarestia. E’ questa che trasforma il week-end in “festa”! Mangiamo e assimiliamo lo stile di Gesù, che è condivisione, riconciliazione, comunione.
Facciamo convergere in unità tutti i carismi e ministeri ecclesiali. Fieri di ciò che è pluralismo nel nostro interno, ma orientati ad una unità di intenti. Con la Diocesi affronteremo la “Redditio fidei”   (la riconsegna della fede); nell’Unità Pastorale 41 ci confronteremo e cresceremo con le altre Chiese sorelle in vista di un futuro di cristiani sempre più in minoranza ma sempre più determinati ad essere  gioiosamente “ luce per il mondo e sale per la terra” (Matteo 5,13 -14); attraverso la vivacità e le attenzioni del Consiglio pastorale parrocchiale,  il discernimento oculato e competente del Consiglio per gli Affari economici, la generosità di tanti animatori, catechisti, ministri straordinari dell’Eucarestia, persone che mettono a vario titolo le loro energie a servizio, continueremo sulla strada di essere Chiesa come Gesù l’ha voluta.
   A conclusione, vorrei richiamare due passi di due miei illustri predecessori, che faccio miei.
D. Pier Giorgio nella Messa di commiato il 16 -9 -2007: “Ciò che conta è perseverare tutti nella tensione verso il Regno, uniti in preghiera e testimonianza”.
D. Domenico Fornelli, parroco fondatore e per 33 anni parroco di questa Chiesa, nel suo testamento spirituale: “ Ecco il ricordo che vi lascio:’Fidatevi dell’amore di Dio, Padre che tutti ama, e sappiate riversare quest’amore sugli altri… Posso assicurarvi che ho sempre cercato di essere con voi non solo ministro di Dio, ma anche amico.”
Che il nostro patrono S. Vincenzo Ferreri, che tanto ha puntato nella sua predicazione sul giudizio finale, dia a questa Comunità il dono provvidenziale di saper sostare di tanto in tanto per una verifica sostanziale del suo cammino: saremo giudicati   sull’amore. 

E allora “Vamos a caminar cantando…” 

don Beppe

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Un canto per Maria

 

Alcuni momenti della serata di venerdi 15 settembre, serata di canti mariani con l'esibizione di corali parrocchiali in occasione dei festeggiamenti patronali di borgata Santa Maria.

 

Guarda le altre foto della serata.

 

 

Domenica 17 Settembre 2017

(XXIV Domenica del Tempo Ordinario)

 

Prima lettura (Sir 27,33-28,9)

Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare, 
della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

Salmo responsoriale (Sal 102)

Il Signore è buono e grande nell’amore.


Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

 


 

Seconda lettura (Rm 14,7-9)

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. 
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. 
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

Canto al Vangelo (Gv 13,34)

Alleluia, alleluia.

Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Alleluia.

 

 

Vangelo (Mt 18,21-35)

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. 
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

 


Scarica e leggi lo scritto più importante di san Vincenzo Ferreri...

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Nel suo “Trattato della vita spirituale” (download), scritto della maturità spirituale ed apostolica, indica così i gradi della vita spirituale: disprezzo delle cose terrene, silenzio, purezza di cuore, pace interiore come culmine dell’ascesi mistica. Mezzi per raggiungere la purezza del cuore sono: la negazione di sé, la mortificazione dell’amor proprio, l’umiltà nel sentire di sé davanti a Dio e agli uomini.

 

 

Segnalo questo interessantissimo sito sulla preghiera del cuore (o esicasmo), sui Padri del deserto e sulla meditazione cristiana profonda:

http://www.esicasmo.it

 

Segnalo questo sito che offre una vera e propria biblioteca digitale, con classici della spiritualità scaricabili gratuitamente per essere stampati o letti su tablet o su e-book:

http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Catechismo Elementari e gruppi medie

Ai genitori che scelgono di voler seguire da vicino e accompagnare il cammino di formazione cristiana dei propri figli (download).

Programma parrocchiale per il mese di settembre

Ecco il ricco programma degli appuntamenti previsti per il mese di settembre (download).

Anniversari di matrimonio

Domenica 8 ottobre 2017, alle ore 10,15, nella chiesa di Borgo Mercato celebriamo nella Santa Messa gli Anniversari di matrimonio (download).

Don Renato Rosso ci scrive

La lettera di don Renato Rosso alla comunità (download).

Consiglio pastorale di giugno

Ecco il verbale del Consiglio Pastorale tenutosi il 21 giugno (download).

Crescere ed educare al distacco

Questo il titolo del minicampo per adulti e gruppi famiglia che si terrà a settembre nei giorni che vanno da venerdì 8 a domenica 10 settembre. Ecco l'invito con il programma (download).

La paura di pensare

Hanno omologato il tutto,
l'hanno chiamata unità.
Hanno zittito le coscienze, l’hanno chiamata ubbidienza (download).

Chi era San Vincenzo Ferreri

La sua presenza ovunque, la sua predicazione tagliente e incisiva e la sua testimonianza di uomo di grande fede e preghiera hanno avuto sempre come scopo principale l’annuncio della misericordia di Dio: quel Dio che va temuto per il suo giudizio, ma che sovrabbonda in misericordia (download).

Discorso del Papa sul mondo del lavoro

Discorso del Santo Padre Francesco sul mondo del lavoro in occasione della visita pastorale a Torino (download).

Lettera Enciclica "Laudato si'"

La Lettera Enciclica "Laudato si'" del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, in versione integrale (download).

 

 

 

 

 

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